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Olive, parte la raccolta: meno olio ma la qualità promette bene

La raccolta delle olive entra nel vivo e le prime previsioni per la campagna olearia 2026-2027 disegnano un’Italia a due velocità. La quantità potrebbe diminuire, mentre sul fronte della qualità arrivano segnali decisamente più incoraggianti.

Secondo le stime di Federolio, la produzione nazionale di olio d’oliva potrebbe registrare una flessione di circa il 20% rispetto alla precedente campagna. A incidere sono la naturale alternanza produttiva degli olivi, il caldo e la siccità che hanno caratterizzato diverse aree del Paese.

Le temperature elevate hanno inoltre accelerato la maturazione, tanto che in alcune zone la raccolta è partita già a settembre.

La situazione cambia molto da regione a regione. In Puglia, principale territorio olivicolo italiano, Coldiretti segnala diminuzioni che possono raggiungere o superare il 40% nelle province di Foggia, Taranto e Brindisi. Il Salento leccese rappresenta invece l’eccezione: la produzione viene indicata in crescita di circa il 60%, grazie anche all’entrata in produzione dei nuovi oliveti realizzati dopo la devastazione provocata dalla Xylella.

La buona notizia riguarda la qualità. La presenza finora contenuta della mosca olearia ha favorito olive sane e ci sono le condizioni per ottenere extravergini dalle buone caratteristiche organolettiche.

E in Abruzzo?

Anche in Abruzzo ci si prepara alla raccolta. Il bollettino fitosanitario della Regione del 15 settembre segnala l’avanzamento della maturazione, soprattutto per la Castiglionese, mentre per le varietà precoci le prime moliture sono previste già dalla fine di settembre.

Caldo e siccità hanno sottoposto gli olivi a stress, ma hanno contemporaneamente contribuito a limitare la mosca olearia. Nei campioni controllati dalla Regione l’infestazione attiva risultava molto contenuta, anche se viene raccomandato di continuare il monitoraggio con attenzione.

Le prossime settimane saranno quindi decisive per capire rese e quantità effettive.

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