
Olive, raccolta al via: buone prospettive per quantità, resa e qualità dell’olio
La campagna olearia 2026 entra nel vivo in Abruzzo con segnali incoraggianti. Olive sane, una presenza della mosca olearia rimasta finora molto contenuta e aspettative positive sulla produzione accompagnano l’avvio della raccolta, già partita per alcune varietà precoci e destinata ad accelerare nelle prossime settimane.
Dopo stagioni non sempre semplici, condizionate dall’alternanza produttiva e dall’andamento climatico, quest’anno gli olivicoltori guardano con maggiore fiducia ai frantoi. Coldiretti Abruzzo parla di una campagna 2026 che si preannuncia positiva dal punto di vista produttivo, mentre il monitoraggio della Regione conferma uno stato fitosanitario favorevole delle olive.
Uno degli elementi più importanti riguarda proprio la mosca olearia. Le alte temperature e la siccità estiva ne hanno limitato l’attività e, negli ultimi controlli regionali, l’infestazione sulle olive da olio è risultata nulla o comunque al di sotto della soglia minima.
L’attenzione adesso si sposta sulle rese in frantoio, vale a dire sulla quantità di olio che sarà possibile ricavare dalle olive raccolte. Le piogge arrivate in alcune zone a settembre possono contribuire a migliorare le condizioni delle drupe dopo lo stress idrico estivo. La Regione Abruzzo evidenzia infatti che, dove le precipitazioni sono state consistenti, si è già osservata una ripresa dell’attività fisiologica e dell’accrescimento delle olive. Attendere la corretta maturazione può quindi favorire sia l’accumulo di olio sia una migliore estrazione in frantoio.
Naturalmente le percentuali potranno cambiare sensibilmente da zona a zona, in base alla varietà, all’altitudine, all’esposizione degli oliveti e soprattutto alla disponibilità di acqua durante l’estate. Per avere un quadro definitivo sulle rese bisognerà attendere che la raccolta entri pienamente a regime.
Le premesse, però, sono favorevoli anche sul fronte della quantità. Il comparto regionale arriva alla nuova stagione dopo una campagna 2024/2025 nella quale l’Abruzzo aveva prodotto circa 6.288 tonnellate di olio, con una flessione del 24 per cento rispetto all’anno precedente. Per il nuovo raccolto gli operatori si attendono invece un’annata di maggiore carica.
Una stagione importante per un settore che in Abruzzo conta circa 42mila ettari coltivati a olivo, oltre 60mila aziende e più di 8 milioni di piante. Numeri che fanno dell’olivicoltura non soltanto una componente dell’economia agricola regionale, ma anche uno degli elementi più riconoscibili del paesaggio abruzzese.
Le prossime settimane, con l’accensione a pieno regime dei frantoi, diranno quanto queste buone premesse si tradurranno effettivamente in litri di extravergine. La prima indicazione, però, è già positiva: le olive arrivano alla raccolta generalmente sane e la campagna 2026 parte sotto buoni auspici.
