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Sigarette elettroniche, cresce l’allarme: nuovi studi riaccendono il dibattito sui rischi per la salute

Sono state presentate per anni come un’alternativa alle sigarette tradizionali, ma sulle sigarette elettroniche torna a crescere l’attenzione della comunità scientifica. Nuovi studi pubblicati nel 2026 stanno infatti approfondendo le conseguenze dello “svapo” su polmoni, cuore e rischio oncologico, soprattutto in caso di utilizzo prolungato.

Uno dei segnali più significativi arriva da uno studio pubblicato su Nature Medicine, condotto su circa 4,5 milioni di persone con una storia di fumo in Corea del Sud. I risultati suggeriscono che, tra gli ex fumatori, continuare a utilizzare sigarette elettroniche potrebbe ridurre parte dei benefici ottenuti smettendo di fumare in relazione al rischio di tumore del polmone e alla mortalità per questa malattia. Gli stessi ricercatori sottolineano tuttavia la necessità di ulteriori studi e periodi di osservazione più lunghi.

A richiamare l’attenzione è anche l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), organismo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che commentando la ricerca ha evidenziato come rimangano ancora importanti interrogativi sugli effetti a lungo termine delle e-cig e sul loro eventuale impatto sul rischio oncologico.

Non c’è soltanto il capitolo tumori. Una recente revisione scientifica sui prodotti contenenti nicotina ha riacceso il dibattito anche sui possibili effetti cardiovascolari. Thomas Münzel, professore dell’University Medical Center Mainz, ha sottolineato come le sigarette elettroniche debbano essere considerate all’interno di un “continuum” di rischio cardiovascolare e non come prodotti completamente estranei al rischio. Ciò non significa che abbiano la stessa pericolosità delle sigarette tradizionali: i prodotti con combustione rimangono quelli associati ai danni maggiori.

Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ribadisce che gli aerosol delle sigarette elettroniche possono contenere nicotina e altre sostanze potenzialmente nocive e che gli effetti dell’utilizzo per molti anni non sono ancora completamente conosciuti. Particolare attenzione viene riservata ai giovani e agli adolescenti, anche per il rischio di sviluppare dipendenza dalla nicotina.

In Italia anche l’Istituto Superiore di Sanità ricorda che l’utilizzo della sigaretta elettronica non è privo di conseguenze per la salute, con un’attenzione particolare alla popolazione giovanile e alla capacità della nicotina di creare dipendenza.

La parola d’ordine, quindi, resta prudenza. Svapare non significa fumare una sigaretta tradizionale e i livelli di rischio non sono necessariamente gli stessi, ma questo non rende le e-cig innocue. La ricerca sta cercando proprio di comprendere quali possano essere le conseguenze dopo dieci, venti o più anni di utilizzo: un periodo di osservazione che, per prodotti relativamente recenti, rappresenta ancora uno dei principali limiti delle conoscenze disponibili.

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